Chi sono

Se sei arrivato su questa pagina probabilmente sei curioso di sapere chi sia l’occhialuto autore di questo blog. Ecco allora un’auto-biografia scritta in terza persona, auto-ironica e auto-dissacrante, che mi aiuti a non prendermi troppo sul serio e a non fare la fine di Fusaro.

Giovanni e il suo tallone d’Achille

Giovanni è un gaetano di cognome e di fatto. Viene infatti da Gaeta, ridente cittadina del Lazio meridionale affacciata sul Mediterraneo. Ma Giovanni porta con sé un terribile segreto che nessun gaetano deve conoscere: è nato nella vicina Formia, in un mattino di pioggia del lontano 1988.

Formia e Gaeta sono infatti rivali, come ogni autentica accoppiata di città limitrofe di provincia. I gaetani sono gelosi di Formia perché ha la stazione dei treni. I formiani sono gelosi di Gaeta perché i turisti scendono alla stazione solo per andare al mare a Gaeta, visto che a Formia c’è poco da vedere.

Gaeta vista dall’alto in tutta la sua bellezza. Sullo sfondo, Formia.

Le scarpe al chiodo

A 14 anni Giovanni è basso, mingherlino e con le orecchie a sventola. Realizza di non essere portato per il calcio, sport troppo maschilista e agonistico per la sua sensibilità proto-femminista. Sceglie quindi di appendere le scarpe al chiodo e di intraprendere la carriere solista su uno skateboard.

Nonostante le caviglie slogate e i menti rotti, la passione per lo skate non lo abbandonerà mai, accompagnandolo un po’ ovunque: a Gaeta, a Roma durante l’università, ma anche a Parigi e Monaco durante i suoi viaggi studio.

Giovanni in una foto d’epoca mentre “vola” sul Golfo di Gaeta. Sullo sfondo, Formia.

Piccoli idealisti crescono

Al liceo Giovanni si sente un piccolo Sartre, e proprio come Sartre mette in campo una strategia di seduzione infallibile: atteggiarsi a filosofo intellettuale per compensare la sua mancanza di bellezza e virilità.

Diventa rappresentante di istituto, suona la batteria durante le occupazioni, scrive articoli impegnati sul giornalino locale e, appena diciottenne, partecipa alla campagna elettorale di una lista civica al grido di “né di destra né di sinistra”, il tutto before il Movimento 5 stelle was cool. Ne esce scottato e si ripromette di non fare mai più politica.

Il piccolo Giovanni mentre sorride qualche secondo prima di realizzare che la vita è sofferenza e che nonostante tutto ogni nostra impresa è destinata a fallire perché prima o poi moriremo tutti.

L’università

Per peggiorare le cose nel 2007 Giovanni si trasferisce a Roma per studiare filosofia, iscrivendosi a sua insaputa a un’università particolarmente cattolica. Erasmus a parte, Giovanni rimarrà ostaggio della Capitale per nove anni, fino alla fine del dottorato.

Diventa specialista della filosofia di Albert Camus nonostante nessuno nella sua università ne sappia pronunciare correttamente il nome – e cioè senza la “s” finale. Prova la fuga accademica in Francia e negli UK, fallendo miseramente. Le tracce del suo fallimento sono ancora visibili su Academia.edu.

Giovanni durante una conferenza su “Camus liberale” a Lourmarin nel 2016

L’incontro con l’UAAR e lo sbattezzo

Nel 2013 la sua tesi magistrale su “Nichilismo e responsabilità ai tempi della morte di Dio in Nietzsche e Camus” vince il premio di laurea UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, organizzazione della quale fa parte sin da allora.

Lo stesso anno, nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, rende ufficiale la sua uscita dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana attraverso lo sbattezzo. Celebra la sua apostasia nel quartiere di San Lorenzo a Roma, in una serata di cui ricorda ben poco a causa dell’alto tasso alcolico.

La lettera di conferma dello sbattezzo di Giovanni, con tanto di scomunica latae sententiae

L’esperienza Masterchef

Nel 2015, mentre vive a Venezia, ancora una volta a sua insaputa viene iscritto da sua sorella e la sua migliore amica a MasterChef, programma di cui fino a quel momento era un grande fan – finirà per odiarlo qualche mese dopo.

Nel 2016 vanno in onda le puntate in cui Giovanni porta in TV la sua idea di filosofia commestibile, ovvero concetti filosofici espressi attraverso i piatti, come ad esempio il paraculissimo “Quando Lucio Fontana incontra Schopenhauer“. L’esperienza di MasterChef si rivelerà essere un bellissimo esperimento, fallito anch’esso miseramente come tutti gli altri.

Tipico caso di disturbo borderline di personalità: a sinistra Giovanni in evidente stato di ebbrezza, a destra “il Filosofo di MasterChef” mentre brandisce orgoglioso un fiore di zucca fritto

Londra e la scoperta dell’umanismo

Nel 2016 Giovanni si addottora in filosofia, realizzando subito l’inutilità di un dottorato in filosofia. Dopo dozzine di application fallite, Giovanni riceve un’offerta per insegnare filosofia in un’università del New Jersey, ma il destino ha in serbo qualcosa di diverso per lui – ZAN ZAN!

Nel gennaio 2017 si trasferisce in pianta stabile a Londra, dove trova lavoro come Growth & Development Officer per Humanists International, ONG che difende i diritti dei non credenti e promuove la filosofia umanista nel mondo. Tra le sue mansioni: espandere il movimento umanista in America Latina, Africa e Asia, organizzare eventi in tutto il mondo e creare risorse grafiche e video per la sua organizzazione.

Giovanni a Stoccolma nel 2017 durante la conferenza d’autunno degli Umanisti Svedesi

Il capitolo Antani

Nel marzo 2018 Giovanni pubblica il suo primo (e finora unico) libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole“, edito da Nessun Dogma, il progetto editoriale dell’UAAR, presente anche su Facebook.

Da aprile a settembre gira come una trottola per le presentazioni del libro in Europa. A ottobre getta la spugna e si arrende al fatto di non vivere più in Italia, e che passare i weekend in aeroporto non fa per lui.

Ad altezza d’uomo

Giovanni crea Ad altezza d’uomo originariamente nel 2015, con un motto leggermente diverso (“un blog di filosofia commestibile”) con l’intenzione di dar spazio all’esperimento filosofico-culinario di cui sopra.

Nel 2019 capisce che l’esperienza MasterChef è (finalmente) acqua passata. Decide allora di dare una rinnovata veste grafica ed editoriale al blog, buttandosi piedi e mani in questo nuovo esperimento, destinato a fallire come tutti gli altri – ma viva Nietzsche e la sua teoria del Philosoph als Versucher!

Giovanni sui social

Nella pagina Contatti ho indicato tutti i modi per stalkerarmi. Ecco per ogni evenienza il mio curriculum breve. Per i più masochisti ecco invece quello lungo, noioso e accademico.

Se invece vuoi contattarmi per incoraggiarmi o scoraggiarmi in questa impresa, inviatemi una mail a info@adaltezzaduomo.com

PORTRAIT 30 YEARS
Foto di Andrea Martella, a Londra, il giorno del trentesimo compleanno di Giovanni