Che cos’è l’umanismo?

L’umanismo è sia una filosofia di vita che un movimento. Come filosofia le sue origini sono antiche, come movimento nasce invece nel diciannovesimo secolo in Europa, India e Nord America. È oggi diffuso in tutto il mondo, dall’Asia all’America Latina.

Avvertenza per il lettore italiano: l’umanismo moderno, ateo e universalista, non va in nessun modo confuso con l’umanesimo rinascimentale, deista ed eurocentrico. Per approfondire dai un’occhiata alla pagina Umanismo VS Umanesimo.

Umanismo ieri e oggi

Umanisti ante-literram erano filosofi come Confucio, Epicuro e Seneca, vissuti millenni prima della diffusione del termine inglese humanism. Oggi gli umanisti più famosi (e controversi) sono persone come Christopher Hitchens, Sam Harris e Richard Dawkins.

In senso lato può essere considerato umanista chiunque sostenga (o abbia sostenuto) che l’esistenza umana sia una faccenda regolabile tra esseri umani, attraverso un’etica immanente fondata sulla ragione e sull’empatia, senza alcun intervento divino o soprannaturale.

Due diverse introduzioni all’umanismo

L’introduzione più canonica all’umanismo è la Dichiarazione di Amsterdam del 2002. Si tratta della definizione ufficiale dell’umanismo moderno, riconosciuta da centinaia di organizzazioni umaniste in tutto il mondo.

Io suggerisco però un approccio alternativo, più immediato e personale, pensato espressamente per il pubblico italiano: il manifesto grafico dell’umanismo intersezionale.