Per una riforma ironica del Codice Penale italiano

L’Italia è allo sbando. La logica, l’educazione civica e la lingua italiana sono ormai oggetti d’antiquariato dimenticati dai più. C’è bisogno di una riforma del Codice Penale, per dar vita a un nuovo Rinascimento, e per sperare che le nuove generazioni imparino a comportarsi rettamente.

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I nuovi articoli del Codice Penale italiano

È istituita la pena di morte per chi si dichiara a favore della pena di morte.

Chiunque citi un testo sacro per giustificare atti discriminatori nei confronti di omosessuali, donne e miscredenti è condannato a vivere in accordo con tutti i restanti precetti del medesimo testo sacro. Nel caso in cui non riuscisse nell’impresa sarà condannato a passare tre giorni in uno stanzino con Richard Dawkins, il quale lo schernirà ripetendo in tutte le lingue del mondo la frase “te l’avevo detto, te l’avevo detto”.

A chi guidi con il casco slacciato verrà comminata un’aggravante di manifesta stupidità. L’aggravante è equivalente al raddoppio della pena rispetto a quanto previsto per la guida senza casco – perché chi fa lo sforzo di indossare il casco ma non di allacciarlo è davvero uno stronzo. Allo slacciatore di casco recidivo verrà revocato il diritto di voto.

È istituito un penitenziario apposito per chi visualizza e non risponde a messaggi ed email. In questo penitenziario il condannato è costretto a chiedere favori elementari ad altre persone (“passami il sale per favore”, “mi daresti una sigaretta”, etc.) le quali di ritorno lo guarderanno negli occhi in silenzio, per poi girarsi e mettersi a fare altro.

Chi commenta un articolo o un post senza leggerlo è condannato a ricopiarlo in bella copia, sia in stampatello che in corsivo. La suddetta copia dovrà essere inviata all’Accademia delle Crusca in raccomandata con ricevuta di ritorno. In caso di recidiva lo stesso lavoro dovrà essere eseguito con la mano sinistra dai destrorsi e con la mano destra dai mancini.

Chi giudichi un film senza averlo visto è condannato a rivederlo in loop per 24 ore, con gli occhi sbarrati da appositi marchingegni e la nona sinfonia di Beethoven in sottofondo.

Chiunque non raccolga gli escrementi del proprio cane è condannato a trasformarsi in un bastoncino di ghiacciolo che verrà utilizzato dal malcapitato per rimuovere i suddetti escrementi dalla suola delle sue scarpe.

Chi getti per terra una sigaretta o un qualsiasi altro rifiuto è condannato a dormire con i suddetti rifiuti nel suo letto per una settimana. Nel caso i rifiuti venissero gettati in spiaggia, nel letto verrà aggiunto anche mezzo chilo di sabbia.

È istituita una tessera denominata “offesa a punti”, sulla quale verranno scalati dei punti ogni volta che qualcuno, su Facebook o nella vita reale, offenda ad cazzum qualcun altro. Al termine dei punti al colpevole verrà ritirata la patente.

Chiunque sostenga che la terra è piatta verrà consegnato ad un pirata armato di sciabola, il quale lo costringerà a percorrere fino in fondo una passerella posta sul bordo ghiacciato della Terra. Non potrà esprimere un ultimo desiderio.

Chiunque sostenga che i vaccini causino l’autismo sarà costretto a somministrazioni coatte di un vaccino contro i complotti. Unico effetto collaterale: l’apparizione in sogno di omini con il volto di Burioni intenti a spiegare il Manuale di Fondamenti di Virologia 1, 2, 3, in loop.

Il barista a cui venga ordinato un caffè senza formule di cortesia del tipo “buongiorno” o “per favore” ha diritto a versare il liquido bollente della tazzina in testa al colpevole.

Chiunque sia colto in atteggiamenti sessisti di qualsiasi tipo (sedersi in metro con le gambe allargate, spiegare a una donna ciò che voleva realmente dire, interrompere la suddetta mentre parla, etc.) è condannato a partorire con dolore per l’eternità secondo quanto stabilito dal Codice Genesi, articolo 3, comma 16.

Chiunque parli in dialetto in un ufficio/locale pubblico (o di fronte a persone che non parlano il suo idioma) è condannato ad ascoltare l’opera omnia di Tullio De Mauro in audiocassetta, a velocità dimezzata.

Chiunque (su Facebook e altrove) non rispetti le regole base della grammatica italiana è costretto a ritornare con lo zainetto alla sua vecchia scuola elementare dove una maestra gli spiegherà dove ha sbagliato. Il grado della classe è comminato alla gravità dell’errore, ma in ogni caso non si potrà andare al di sotto della prima elementare.

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