Ecco come dei troll stanno attaccando le pagine dei loro nemici (incluso Burioni) sfruttando una falla di Facebook

Si salvi chi può

Da qualche settimana alcune pagine Facebook sono state prese di mira da alcuni troll che, sfruttando alcune falle di Facebook, cercano di rendere la vita più noiosa a tutti, sia ai proprietari delle pagine che ai loro follower.

Tra le tante pagine prese d’assalto ci sono quella del prof. Burioni, il gruppo pubblico L’Eterno Assente, la pagina del mio libro “Come se Dio fosse antani” nonché la mia pagina pubblica e quella del mio blog – se ne conoscete altre per favore comunicatemelo.

Ho deciso di scrivere questo articolo nella speranza che Facebook faccia qualcosa, ma anche per dare dei consigli a tutti quegli utenti e proprietari di pagine che da qualche settimana si trovano letteralmente bombardati di notifiche per colpa di questi hacker.

Vediamo innanzitutto il loro modus operandi.

#1: La creazione degli account “usa e getta”

Il primo passo è la creazione di decine di fake account senza foto e con nomi di fantasia. A volte addirittura l’hacker sceglie il nome delle stesse persone che vuole disturbare, per fingersi loro e creare scompiglio tra i suoi amici.

Io stesso ho dovuto bloccare quattro account col mio stesso nome e decine di account con il nome del mio amico Choam Goldberg, come vedete qui sotto.

Creare degli account falsi è molto più facile e veloce di quanto pensiate: su You Tube e online trovate decine di tutorial che vi indicano passo dopo passo come fare, utilizzando uno dei tanti servizi gratuiti (come Temp Mail) che permettono di creare email temporanee e, conseguentemente, degli account Facebook “usa e getta”.

#2: Le reazioni

Il primo intervento di sabotaggio è attraverso le reazioni, in particolare l’emoticon “faccina che ride”. I troll appongono la loro reazione a:

  • tutti i post di una determinata pagina o gruppo Facebook;
  • tutti i commenti di ogni singolo utente ad ogni singolo post;
  • tutti i post pubblici sui profili personali di persone vicine al “nemico” (partner, familiari, amici).

Qui sotto ad esempio trovate il messaggio di un mio amico, il quale da un giorno all’altro si è ritrovato sommerso di notifiche da parte dell’hacker.

Per far ciò i troll si avvalgono evidentemente di un “bot” che gli permette di automatizzare il processo e di risparmiare tempo, anche se comunque una mezzora al giorno devono necessariamente perderla per creare i vari fake account e lanciare il “bot” – e anche in questo caso su You Tube trovate decine di tutorial step-by-step su come fare.

#2: I commenti

Il troll adotta poi la stessa strategia, ma con i commenti al posto delle reazioni. Come potete vedere qui sotto, infatti, i troll rispondono in serie a tutti i commenti degli altri utenti, sempre e solo con una faccina sorridente.

Quello che i troll non sanno, però, è che almeno in questo caso Facebook sembra accorgersi che si tratti di spam e quindi nasconde in automatico i commenti, visibili così solo:

  • al troll stesso;
  • agli amici del troll (e cioè nessuno);
  • al proprietario della pagina.

#3: Le finte recensioni

L’arma più letale dei troll sono senza dubbio le finte recensioni. Come vedrete, questa è la vera e propria falla del sistema Facebook che mette potenzialmente a rischio il rating di tutte le pagine pubbliche.

Il procedimento è semplice: creati i fake account, i troll lasciano decine di recensioni negative sulla pagina, cancellando poi gli account stessi in maniera tale che la recensione stessa scompaia e i proprietari della pagina non possano riportarla a Facebook.

Qui sotto trovate ad esempio le ultime tre finte recensioni ancora visibili sulla pagina ad oggi, 21 maggio 2019.

Voi penserete, a ragione, che una volta cancellate le recensioni non dovrebbero esserci più problemi per la pagina. E invece no, è proprio qui che casca l’asino!

Il sistema di rating di Facebook si basa infatti non solo sulle recensioni attuali e visibili, ma anche su tutte quelle passate e ormai invisibili, poiché appartenti a account chiusi o bloccati.

Non ci credete? Leggete voi stessi qui sotto la descrizione del sistema di rating di Facebook – ho scelto la versione in inglese perché più esplicita di quella in italiano, che comunque trovate più sotto.

Per capire il risvolto effettivo di tutto ciò posso farvi un esempio pratico preso direttamente dalla pagina Facebook del mio libro.

Come potete vedere nella foto qui sotto, la pagina risulta avere ha un rating bassissimo, di 2,6 su 5, “in base alle opinioni di 9 persone”. Eppure (controllate voi stessi) tutte le recensioni visibili sono di 5 stelle.

Com’è possibile tutto ciò? Semplice: Facebook conteggia anche tutte le recensioni negative non più visibili – e infatti nel riquadro verde in basso a destra secondo Facebook la mia pagina sarebbe stata recensita 47 volte, il che è falso, visto che di recensioni visibili ad oggi ce ne sono solo 21.

Che fare? Qualche consiglio pratico e un’amara constatazione

Per risolvere l’annoso problema delle notifiche a raffica io ho installato un’estensione di Chrome (Hide ‘Like’ Notifications) che filtra le notifiche di tutti i like. In più, sia da smartphone che da PC, ho settato le impostazioni di Facebook in maniera tale da ricevere solo le notifiche più importanti.

Per quanto riguarda i commenti, per fortuna ci pensa già Facebook, ma, nel caso in cui incappaste in qualche commento del genere, basterà semplicemente ignorarlo (o segnalare/bloccare l’account se proprio volete).

Per quanto riguarda le recensioni invece non c’è nulla da fare. Facciamoci il segno della croce: l’hacker è più forte di noi. O, meglio, la falla di Facebook lo mette in una posizione di superiorità.

Io ho provato a invitare i lettori del mio libro e i follower della pagina a lasciare in massa le loro recensioni per controbilanciare quelle del troll. In tanti hanno risposto all’appello, ma è stato purtroppo inutile, visto che il troll si è rifatto vivo più determinato che mai e per di più con degli stupendi nomi “biblici”.

Che cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?

Vi starete forse chiedendo che cosa abbia istigato nel troll (o nei troll) tutto questo odio. Io non lo so e me ne rammarico.

Una cosa però la so per certa: il mio calvario è iniziato il 21 aprile 2019, domenica di Pasqua, quando ho pubblicato questo articolo sul mio blog. Coincidenze?

Se vuoi darmi una mano lascia una recensione sulla pagina del mio libro “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole”.

Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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