Nel Regno Unito ai seggi non serve la carta di identità – e puoi anche votare per altri…

Vivo a Londra dal 2017. L’anno scorso per le politiche italiane ho votato via posta, una settimana prima che si votasse in Italia. Quest’anno invece per le europee sono stato messo di fronte a un bivio.

Ho avuto infatti la possibilità di scegliere se votare:

  • per dei parlamentari britannici, votando ieri (23 maggio) proprio come se fossi un normale cittadino britannico;
  • per dei parlamentari italiani, andando a votare oggi o dopodomani in Consolato presentando: 1) la carta di identità o il passaporto; 2) la tessera elettorale; 3) uno speciale certificato per votare in Consolato.

Dopo un po’ di riflessione ho scelto la prima opzione. Ieri ho dunque votato per la prima volta nel Regno Unito, per dei partiti britannici. È stata un’esperienza particolare e ci sono almeno quattro cose che mi hanno lasciato sorpreso, due in positivo e due in negativo.

NB: la mia esperienza è limitata e potrebbe non rispecchiare quella delle migliaia di altri italiani che hanno votato nel Regno Unito.

#1: Si va a votare a piedi

La prima sorpresa (positiva) è stata scoprire che il mio seggio era a 120 metri da casa, in una minuscola “community room” al piano terra di un condominio qualsiasi.

Approfittando della vicinanza sono andato a votare quasi in pigiama, prima di fare colazione. All’inizio ho pensato solo di essere stato molto fortunato, ma andando in ufficio in bici ho realizzato che non era esattamente così, perché c’erano seggi ovunque, ben segnalati dai cartelli bianchi con la scritta “polling station”

A differenza infatti dei nostri mega-seggi nelle scuole, con decine di sezioni, nel Regno Unito (o almeno a Londra) sembrano adottare una strategia diversa.

Non solo si cerca di evitare di usare troppe scuole come seggi elettorali, per evitare la rabbia dei genitori, ma al tempo stesso si dissemina la città di seggi più piccoli così che ogni cittadino possa andare a votare a piedi, nel seggio più vicino casa. Una scelta smart, easy ed eco-friendly.

#2: Se non voti ti vengono a bussare a casa

La seconda sorpresa (anch’essa positiva) è stata scoprire che, prima ancora di entrare nel seggio, c’era una persona che annotava i “register number” dei votanti.

Vedendo la mia faccia sorpresa, l’uomo con la coccarda elettorale mi ha semplicemente detto: “così dopo non ti verremo a suonare a casa per ricordati di andare a votare!”

E sì, perché poi quella stessa persona andrà porta a porta a ricordare a chi non ha votato di farlo, civicamente, come un buon samaritano della democrazia, o un moralizzatore alla Troisi.

#3: Per votare non serve la carta di identità

La terza (a mio avviso brutta) sorpresa è stata scoprire che per votare non serve né la carta di identità né alcuna tessera elettorale, che qui nemmeno esiste.

Ieri infatti sono semplicemente entrato nel seggio, ho detto il mio nome e il mio indirizzo, gli scrutatori hanno trovato il mio nome sul registro e mi hanno dato la scheda. Punto. Ve lo immaginate lo stesso in Italia?

Sembrerà assurdo, ma è così. Parlando con i colleghi in ufficio ho infatti scoperto che il Regno Unito ha una forte tradizione libertaria e anti-autoritaria che mal vede ogni schedatura statale, a tal punto da aver abolito le carte di identità nel 2011 e distrutto i relativi database.

#4: Si può votare per altri

La quarta (brutta) sorpresa è stata scoprire che esiste il “proxy vote“, ovvero il voto per altri. Questa credo sia l’idea più assurda e inconcepibile per ogni italiano, abituato a sentirne di tutti i colori sul voto di scambio.

Sostanzialmente se sai che non potrai andar a votare quel giorno, o se sei semplicemente pigro, puoi richiedere che qualcuno voti al posto tuo, delegandolo ufficialmente a votare per te.

Non ci credete? Leggete voi stessi qui sotto la sezione apposita, contenuta sulla cartolina che mi è arrivata via posta per darmi istruzioni su come, dove e quando votare.

#DeniedMyVote

Ultima sorpresa negativa, che però si applica solo a questa tornata di elezioni europee, è stato l’enorme casino burocratico che ha negato il voto a centinaia di cittadini dell’Unione Europea residenti nel Regno Unito.

Per la serie: non solo non ci volete, ma poi, con l’inganno, non ci fate nemmeno votare. How do you say “li mortacci vostri” in English?

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “‘Torna a casa, fottuto italiano’: quando la vittima di razzismo sei tu“. Per sapere di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole

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