Il vostro odio

Quando i ricchi fanno i ricchi li odiate.

Invidiosi della loro ricchezza, gli contate i soldi in tasca, le macchine, le ville, recriminandogli di tutto dal pulpito della vostra presunta austerità, facendo finta di ignorare che sareste proprio come loro se solo foste al posto loro.

Quando i poveri fanno i ricchi li odiate.

Indignati del fatto che persino loro abbiano una dignità, restate in attesa sulle vostre bacheche/banchine non vedendo l’ora di fotografare con i vostri smartphone i loro smartphone, perché, dite, se sono davvero così poveri, che almeno mendichino come si deve.

Quando i poveri fanno i poveri li odiate.

Impauriti che possano contagiarvi, li scansate come appestati ai semafori, o vi augurate che i loro barconi affondino, senza capire che è sul loro sfruttamento che si fonda la vostra miserabile ricchezza – voi, palazzinari di quartiere, evasori da quattro soldi, abusivisti à là così-fan-tutti.

E quando i ricchi fanno i poveri odiate anche loro.

Incapaci del loro stesso idealismo, li accusate di essere dei radical chic, convinti che se sono arrivati fin lì è solo in quanto figli di papà, ché anche voi sareste bravi a fare gli eroi con i soldi di papà e gli immigrati degli altri.

Il vostro odio è a priori

Odiate gli altri perché odiate in primis voi stessi. Invidiate la ricchezza dei più ricchi perché non potete raggiungerla, e maledite la povertà dei veri poveri perché non volete che vi raggiungano.

Siete degli scalatori sociali (ma meno brillanti di quanto pensiate) pronti a tirar giù chiunque vi sovrasti e a pestare le dita a chi vi sta sotto, anche quelli aggrappati senza corde ad uno spuntone di roccia.

C’è poco da fare per voi. La vostra non è una questione politica. Il vostro è un problema umano, morale. Avete un problema non con i numeri, ma con la vostra coscienza, la vostra personalità, la vostra felicità.

Siete voi i veri poveri, perché vivete di risentimento, e alimentate l’altoforno del vostro conatus bruciando un capro espiatorio dopo l’altro, perché sapete che ognuno di loro è meglio di voi, e non potete sopportarlo.

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi

Carola “sbruffoncella” Rackete. Silvia “se l’è cercata” Romano. Giulio “potevi farti gli affari tuoi” Regeni. Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le “stronzette di Aleppo”. E ancora Greta “gretina” Thunberg, Roberto “uomo di merda” Saviano, Laura “puttana” Boldrini e tutti gli altri capri espiatori del risentimento popolare: noi stiamo dalla vostra parte.

Dalla parte giusta

Noi stiamo dalla vostra parte, ma non perché ci piaccia adulare gli eroi. Non vogliamo i vostri autografi, né ci sentiamo con la coscienza a posto ricondividendo i vostri post.

Vorremmo anzi vivere in un mondo in cui potremmo fare a meno di voi, del vostro eroismo, del vostro sacrificio, del vostro immolarvi per cause così giuste che a volte ci sembra assurdo che ci sia ancora bisogno di difenderle.

Vorremmo vivere in un altro mondo, e invece viviamo in questo mondo, in cui c’è bisogno di ribadire – chi se lo sarebbe mai aspettato? – che salvare delle vite umane non può essere mai un crimine.

In un mondo ideale faremmo a meno di voi, e voi stessi lascereste le vostre scorte, le vostre carceri e le vostre tombe per tornare a condurre una vita normale, come quella di tutti.

Ma in questo mondo non possiamo fare a meno di voi. Voi stessi sapete che non potete più tirarvi indietro, e allora siamo qui a ribadire l’ovvio: che non siete soli, e che siamo qui con voi.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “Mi fate schifo“. Per saperne di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole”.

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