Il 23 marzo è la Giornata dell’ateismo: 6 motivi per celebrarla (e 2 per non farlo)

L’anno scorso Atheist Republic (la più grande comunità atea online, con 2 milioni di follower su Facebook) ha lanciato l’idea di rendere il 23 marzo l’Atheist Day. L’obiettivo è puntare i riflettori sulle persecuzioni subite dagli atei in tutto mondo. Ecco i motivi per celebrarla, e come farlo.


Quanti sono gli atei nel mondo?

Stimare accuratamente il numero di atei nel mondo è un’impresa estremamente difficile. Non soltanto perché non esiste un registro degli atei – a differenza, ad esempio, dei registri dei battezzati. Ma anche e soprattutto perché moltissimi atei in tutto il mondo non possono dichiararsi apertamente tali.

Il perché è risaputo: come messo in mostra dal Rapporto sulla Libertà di Pensiero di Humanists International, in almeno 18 paesi al mondo l’apostasia – ovvero l’atto di abbandonare una religione – è reato.

Di quei 18 paesi sei puniscono l’apostasia “solo” con la prigione, mentre i restanti 12 addirittura con la pena di morte. Si capisce quindi perché molti atei siano costretti a vivere il proprio ateismo in clandestinità.

Una stima giocoforza al ribasso

Questi atei, costretti al silenzio e alla macchia, non rientrano in nessuna delle statistiche ufficiali a nostra disposizione. In molte parti del mondo la semplice affermazione “non credo in Dio” può costare infatti il carcere o la vita.

Domandiamoci: chi di noi avrebbe il coraggio di dichiararsi ateo in Arabia Saudita, dove dal 2014 l’ateismo è un reato legalmente equiparato al terrorismo e punito con la pena di morte?

Raif Badawi, Ahmad Al Shamri, Ashraf Fayadh, attualmente in carcere in Arabia Saudita con accuse varie, tra cui quella di blasfemia e ateismo

C’è poi il caso della Repubblica Islamica dell’Iran (è questo il nome ufficiale), che nel 2011 ha tenuto un censimento nazionale dal quale è emerso che solo lo 0.3% della popolazione sarebbe non-religiosa.

È un dato realistico e affidabile? Ovviamente no. Anche qualora fosse effettivamente quello il risultato del censimento, sono i presupposti legali, politici e culturali a inficiarne in partenza la validità.

Siamo almeno il 16% della popolazione mondiale

Ciononostante, secondo le autorevoli stime del Pew Research Center il numero di “non affiliati a nessuna religione” (i cosiddetti nones) si aggirerebbe attorno ad un miliardo e cento di persone in tutto il mondo, il 16,5% della popolazione mondiale.

Una mappa del Pew Research Center che mostra la distribuzione dei nones nel mondo, con una grande concentrazione in Asia Pacifica, vista la presenza della Cina

Si tratta, come ho già detto, di una stima evidentemente al ribasso. Eppure, per quanto in difetto, questa stima rende di per sé l’idea dell’impressionante numero di persone non-credenti nel mondo.

I sei motivi per celebrare l’Atheist Day

È qui che entra in gioco la Giornata dell’ateismo, lanciata l’anno scorso da Atheist Republic con i seguenti sei obiettivi.

Celebrare la libertà individuale e il diritto all’auto-determinazione

Due valori presenti nel Manifesto Grafico dell’Umanismo Intersezionale.

Rigettare ogni discriminazione su base religiosa

Sposando in ciò l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la discriminazione degli atei in tutto il mondo

Monitorata annualmente dal già citato Freedom of Thought Report di Humanists International.

Incoraggiare al coming out quegli atei che ancora non l’hanno fatto

Per paura di ritorsioni, per non passare per la pecora nera della famiglia o semplicemente a causa di uno stigma interiorizzato verso l’ateismo.

Invitare gli atei a riunirsi per celebrare la vita

Intendiamo questa vita, che per noi atei è l’unica a disposizione, come ci ricorda il titolo del libro di Raffaele Carcano.

Esprimere gratitudine nei confronti di quei credenti che si battono per i diritti degli atei

Perché non c’è bisogno di essere atei per riconoscere che la libertà di religione include la libertà dalla religione.

I motivi sbagliati per celebrare l’Atheist Day

A scanso di equivoci è forse importante segnalare due motivi per i quali è sbagliato celebrare la Giornata dell’ateismo.

Per rivendicare una presunta superiorità morale e intellettuale degli atei, o per celebrare l’orgoglio ateo

Non che il proprio ateismo sia qualcosa di cui non andare fieri – io che scrivo sono apertamente ateo. Semplicemente non è l’ateismo (né la fede) a renderci persone migliori, come ho cercato di evidenziare nella pagina Umanismo e ateismo.

Per richiedere alle istituzioni nazionali e internazionali un trattamento speciale degli atei a livello giuridico-istituzionale

Un errore, questo, madornale, commesso ingenuamente da Atheist Alliance International, la quale in questi mesi si è fatta promotrice di una assurda Dichiarazione Universale dei Diritti Atei, formalmente simile alla Dichiarazione del Cairo sui Diritti Umani nell’Islam. Si tratta in entrambi i casi di una visione dei diritti umani divisionista e anti-universalista, ignorante del fatto che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani già tutela i diritti delle persone non-credenti, come messo ben in mostra da Humanists International.

Come celebrare l’Atheist Day

Il simbolo ufficiale dell’Atheist Day è disponibile senza trademark sul sito di Atheist Republic – oppure, se siete pigri, potete scaricarlo qui a fianco.

Potete usare il simbolo come meglio credete: stampatelo e scattatevici un selfie assieme, attaccatelo in casa, tatuatevelo addosso, createci dei segnalibri, etc. Sulla pagina Facebook dell’Atheist Day potete trovare ispirazione per qualche idea alternativa.

Diretta Facebook per celebrare assieme l’Atheist Day 2019

La locandina dell’evento Facebook

Il mio invito è invece a seguire la pagina Facebook di Ad altezza d’uomo, dove il 23 marzo alle 12.00 condurrò una diretta Facebook per discutere assieme cosa significhi essere ateo oggi in Italia e nel mondo. Ecco alcuni dei temi in scaletta:

  • Apostasia: reato e peccato ancora oggi nel mondo
  • Leggi sulla blasfemia: cosa sono e perché abolirle
  • Diritti umani: libertà di e dalla religione
  • Filosofia: due parole su ateismo, agnosticismo e umanismo
  • Sbattezzo: cinque motivi per farlo e tre per non farlo

Chiunque – ateo o credente – è invitato a prendere parte alla discussione. Potete inviare le vostre domande e contributi sin da adesso, via email (info@adaltezzaduomo.com) o commentando l’articolo qui sotto.

Ci vediamo dunque il 23 marzo sulla pagina di Ad altezza d’uomo. Nel frattempo: buon Atheist Day a tutti!

Per saperne di più:
https://goo.gl/CQQWpE

Se ti è piaciuto questo articolo dai un’occhiata al mio libro “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole“

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