Il lunedì mattina rode il culo a tutti

Voglio lanciare un messaggio di incoraggiamento in questo deprimente marasma – e voglio farlo proprio di lunedì mattina, alle 8 in punto, quando la rabbia nei confronti dello schifo che ci circonda è al suo apice settimanale.

Non è colpa del lunedì

È lunedì mattina e voi siete incazzati neri. Eppure no, non è il lunedì mattina il vero problema, e lo sapete benissimo. Il lunedì complica le cose, certo, ma il problema è un altro, ed è altrove.

È bastato scrollare la vostra bacheca per individuarlo. Stavate facendo colazione, ed eccolo lì, comparire tra una notizia e l’altra. Così volgare e idiota che avreste volentieri spaccato lo schermo del cellulare sul tavolo.

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Dimenticatevi di tutto

Adesso seguitemi in questo esperimento mentale e mettete da parte l’oggetto della vostra rabbia. In mente non dovete avere niente e nessuno. Nemmeno un volto. Né di Salvini, né di Di Maio, né quello di ogni altro pagliaccio di questa sempiterna commedia italiana.

Non importa che siate incazzati neri per la scorta a Liliana Segre, i locali bruciati a Roma, il razzismo sugli autobus, quello negli stadi, i fascisti in diretta TV, Vox al 14% in Spagna, etc.

Prendete tutto questo e mettetelo da parte per un momento – uno solo.

Il disgusto

Concentratevi ora sul vostro petto. Adesso invece sulla vostra pancia. Cosa sentite? Una sensazione di odio misto a disprezzo e rabbia? La voglia di spaccare la faccia a qualcuno – anche se sapete che non sarete mai in grado di spaccare la faccia a nessuno?

Bene. Questo disgusto rosso e senza nome è il carburante del populismo.

Tenetelo lì. Sentitelo in voi. Studiatelo con cura. Se ne siete in grado, attizzate in voi stessi il fuoco del risentimento e accrescete questa sensazione di rabbia.

Ingigantitela fin dove vi riesce, fermandovi un attimo prima che tutto vi sfugga di mano, come se steste maneggiando un fuoco controllato in laboratorio, o una pentola a pressione in cucina.

Il carburante del populismo

Questa sensazione rovente nel petto – questo digrignare di denti – è appunto il carburante del populismo. È il marmo su cui hanno battuto gli scalpelli dei totalitarismi. È la riserva aurea a cui attingono i tiranni di tutto il mondo.

Ecco, miliardi di persone si sentono così ogni giorno, esattamente come voi in questo istante. Ma a differenza di voi, che avete condotto questo esperimento coi guanti e con il camice, miliardi di persone fanno esperienza di questo sentimento in maniera del tutto passiva, inconsapevole e incontrollata.

Non avrai altro nemico all’infuori di lui

Questa sensazione è però in se stessa insopportabile. Ha bisogno di una valvola di sfogo. Di un bersaglio verso cui scagliarsi. Di un’entità più o meno grande e definita alla quale attribuire l’origine del proprio malessere. Ed è qui che entrano in gioco i demagoghi e i maghi della comunicazione populista.

La loro bravura sta nell’indirizzare questa rabbia senza oggetto verso un nuovo oggetto della rabbia. Non importa quale sia il reale motivo di questo malessere.

L’importante è dare un nome e un volto al nemico contro il quale scagliarci, per indurci a pensare che, in assenza di giustizia, giustizia è fatta.

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Trasformare il disgusto in forza

Adesso seguitemi nell’ultima fase dell’esperimento. Prendete in mano questo disgusto. Piegatelo come un origami. Fatene un’arma che faccia al caso vostro, sia essa una matita, una tastiera, o una macchina fotografica.

Brandite quest’arma e usatela come potete, dove potete, quando potete. A casa, a lavoro, a scuola, sui social. Individuate le persone vicino a voi più esposte al pericolo della propaganda populista.

Vostro figlio ad esempio, o i vostri genitori, o quel vostro amico che fino a un anno fa non avrebbe mai accettato certe cose, e che adesso invece…

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Depressurizzate la rabbia

Se avete condotto con successo l’esperimento di cui sopra, riuscirete adesso a immedesimarvi pienamente nella persona davanti a voi. Sapete dunque benissimo che l’ultima cosa che vorrà sentirsi dire è che ha torto.

Riconoscete dunque l’esistenza di quella rabbia, e in via temporanea anche la sua legittimità: “capisco pienamente la tua rabbia, hai ragione e voglio ascoltarti”. Già questo è un modo efficace di depressurizzare quella rabbia.

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Decostruite l’odio

Adesso che è la pressione è scemata, è necessario darsi da fare per decostruire l’odio. Come? Risalendo alle origini della dialettica e della filosofia: a Socrate e al suo metodo maieutico.

Lasciate che il vostro interlocutore parli liberamente. Mentre parla, prendete nota mentale di tutte le sue contraddizioni, senza puntare il dito contro di esse – e, soprattutto, senza mai giudicarlo per quelle parole.

Cercate invece dei modi affinché sia lui stesso a riconoscere la contraddittorietà del suo ragionamento. Se siete ferrati e informati abbastanza, le sue argomentazioni cadranno come un castello di carte.

La ragione è dei fessi

Fate attenzione: l’obiettivo di questa discussione non deve mai essere di avere ragione sul vostro interlocutore. Nel caso in cui ve lo foste dimenticato, è lunedì mattina anche per lui, e a lui rode il culo tanto quanto a voi.

L’obiettivo è piuttosto un altro: smontare una narrazione tossica, irrazionale e apparentemente monolitica, facendo capire al vostro interlocutore che quella rabbia, per quanto legittima, è incanalata male, e si scaglia contro un obiettivo illusorio.

È lunedì per tutti

Quando il vostro interlocutore, alla fine della chiacchierata, vi farà notare che parlare con voi non è servito a nulla, perché avete soltanto reso più complesse le cose e reso più incerto il suo giudizio, fategli notare (senza boria) che è proprio così che doveva andare, e che non è stato affatto inutile, anzi…

Perché le cose sono fottutamente complesse, e la validità di un giudizio non si giudica in base alla viralità di un hashtag ma, al contrario, sulla quantità di dubbi, riserve e sfumature contenuti in una riflessione.

Se sarete riusciti a fare tutto ciò – se, cioè, sarete riusciti a sottrarre anche una sola persona alla sua rabbia, riconducendola sulla soglia di una moderata incertezza – avrete forse sottratto un voto ai partiti dell’odio, e dato un senso al vostro lunedì.

Non c’è modo migliore di iniziare la settimana.

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