Italiani a scrocco

Sono un italiano semplice. Mi lamento dalla mattina alla sera che “è tutto uno schifo“, ma se qualcuno prova a darsi da fare attorno a me non perdo occasione per dirgli che “è tutto inutile“.

È tutto inutile

Andatelo a dire a Peppino Impastato. A Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A Don Peppino Diana e Don Luigi Ciotti. A Roberto “ommemerd” Saviano.

Andatelo a dire alle femministe degli anni 70′. A Emma Bonino. A Carla Lonzi. A Tina Anselmi. A tutte le donne morte per un aborto clandestino o un delitto d’onore.

Andatelo a dire ai nostri partigiani. Agli antifascisti uccisi o imprigionati dal regime. Agli ebrei, agli zingari e agli omosessuali mandati nei lager. A tutti i caduti per l’idiozia mussoliniana.

Andatelo a dire ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che dal confino a Ventotene gettarono le fondamenta dell’Unione Europea, la matrigna che tanto odiate, ma che vi ha garantito 70 anni di pace, progresso, libertà e prosperità.

Italiani a scrocco

Diteglielo in faccia. O andate sulle loro tombe a dirlo al vento. Ma mentre lo fate, vergognatevi se ne siete capaci. Perché voi siete italiani a scrocco, col culo al caldo e le spalle coperte, e campate di rendita sul sacrificio altrui.

Siete i free-rider della democrazia italiana. Godete dei traguardi ottenuti col sudore da migliaia di persone in decenni di lotte sociali e civili – persone che hanno dato il sangue e a volte la stessa vita. Ma a voi che importa?

Siete quelli che non pagano il biglietto sull’autobus, giustificandosi che “gli autobus fanno schifo“, o quelli che non fanno la raccolta differenziata perché “tanto poi buttano tutto insieme“.

Ma non vi rendete conto di alimentare così un circolo vizioso al ribasso? Che contribuite alla stessa decadenza della quale vi lamentate ogni giorno? Che siete voi parte integrante del problema, e non le vittime caste e innocenti che pretendete di essere?

Così fan tutti

“E perché dovrei pagarlo proprio io il biglietto? Perché dovrei cominciare proprio io a agire virtuosamente? Ci devono pensare le istituzioni!

E certo, le istituzioni! Lo stesso Stato contro il quale dal 1861 vi scagliate ogni giorno con grande e ispirata indignazione è paradossalmente lo stesso che dovrebbe anche farvi da balia e prendersi cura di voi.

Ma cosa pensate che sia lo Stato? Un mostro immateriale a tre teste calato dal cielo per grazia divina? O forse è la somma delle miliardi di interazioni passate e presenti di ogni singolo cittadino vissuto e morto in Italia?

Aspetta e spera

La Repubblica Italiana è nata il 2 giugno 1946, ma voi, ne sono certo, sareste stati dalla parte di quelli che votarono per la monarchia – e non furono in pochi! 10, 7 milioni contro 12,7 milioni.

Sì, fatevene una ragione: non siete innocenti, fate parte del problema. Se avessimo dovuto aspettare voi e la vostra furbizia, saremmo ancora ai tempi del fascismo.

Ma non solo non siete innocenti. Siete anche profondamente colpevoli, nella misura in cui ai tempi del fascismo vorreste tornare, aspettando, come gli italiani dei primi anni Venti, l’arrivo del prossimo uomo della provvidenza, per rimettere a Lui i vostri peccati, e giustificare in Lui le vostre bassezze.

Ma non esistono gli uomini della provvidenza. Esistono invece gli uomini della miseria. Quelli che si credono più furbi degli altri furbi attorno a loro. Pavidi, ingrati e opportunisti. Proprio come voi.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “Mi fate schifo” o “Il vostro odio“. Per saperne di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole”.

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