Coronavirus: ogni focolaio ci riguarda

I 100.000 musulmani che sabato hanno partecipato al funerale di massa di un imam in piena quarantena sono degli idioti e dei criminali, su questo non ci piove, e io non smetterò di scagliargli addosso tutta la mia rabbia umanista.

Un darwinismo ingenuo

Uno dei tanti commenti “darwinisti” letto qui

Ma è altrettanto idiota, da parte degli atei e dei credenti di altre fedi, invocare la selezione naturale qui e adesso, contentandosi nell’idea che certi fanatici finiranno per ammazzarsi da soli.

No, loro magari si ammazzeranno davvero tra di loro, ma ci trascineranno agli inferi con loro. Viviamo in un mondo troppo globalizzato per pensare certi eventi non ci riguardino. Oggi ogni maledetto focolaio ci riguarda – riguarda tutti, ovunque.

L’inferno in terra

Ragionate su questo: l’Italia ha 60 milioni di abitanti e un sistema sanitario con 2.6 posti letto ogni 1000 abitanti; il Bangladesh ha 168 milioni di abitanti e 0.8 letti ogni 1000 persone. Cosa succederà quando il contagio esploderà anche in Bangladesh?

Dopo eventi del genere il paese potrebbe trasformarsi in un girone dell’inferno dantesco. Morti per strada. Legge marziale. Le persone, prese dal panico, potrebbero provare a rompere i confini nazionali, e qualche centinaio di persone potrebbe effettivamente riuscire a fuggire, esportando il contagio all’estero e vanificando mesi di rigida quarantena altrove.

Il terrorismo virologico

Qualche pazzo potrebbe addirittura convincersi che il volere di Allah sia proprio punire gli infedeli e gli occidentali con il virus, e potrebbe darsi a una nuova forma di terrorismo, quello virologico.

Del resto questo terrorismo virologico non è fantascienza, ma realtà: è già accaduto in Corea del Sud con una (una!) fanatica della Chiesa di Gesù Shincheonji, la famosa “paziente 31”, che da sola ha contagiato migliaia di persone partecipando in stato febbrile a ben due messe.

Le limitate risorse dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si troverebbe costretta a impiegare risorse e tempo per contrastare il contagio in Bangladesh, sottraendo risorse e tempo altrove, compresa l’Italia. Risorse già decimate dall’assurda decisione di Trump di tagliare i fondi statunitensi.

E badate bene che qui stiamo immaginando uno scenario in cui solo il Bangladesh crollasse. Immaginate se il contagio dal Bangladesh si diffondesse allo stato limitrofo, l’India: 1,3 miliardi di persone e 0,5 letti ogni 1000 abitanti.

Uniti nel contagio, volenti o nolenti

Insomma, la rabbia è comprensibile, il disgusto anche, ma se siamo davvero umanisti non dobbiamo abdicare alla ragione, soprattutto adesso. E la ragione ci dice una sola cosa: che da questa pandemia dobbiamo uscirne tutti insieme all’unisono, dal Polo Nord all’Antartide, dagli Stati Uniti alla Cina, passando per l’ultimo remoto atollo dell’Oceano Pacifico.

Il mondo non ha compartimenti stagni, e l’idiozia, come il virus, se ne fotte dei confini nazionali.


Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “Pensavo fosse il virus, e invece era nichilismo” e “I credenti scelgano: o con il virus, o contro di esso”. Per saperne di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole.

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