Facciamo finta che il femminismo non esista, o del perché lo stato di diritto è morto ieri a Messina

Un cittadino, SN, minaccia di morte MM, che va dalla polizia e denuncia SN, dodici volte. I magistrati non fanno nulla. Alla fine SN uccide MM. 12 anni dopo lo Stato dice che sarebbe accaduto lo stesso, qualsiasi cosa i magistrati avessero fatto. È la sconfitta dello stato di diritto.


Facciamo finta che il genere non esista

In questo gioco c’è solo una regola: il genere non esiste. Non esiste il maschile, non esiste il femminile, né tanto meno esiste il maschilismo o il femminismo.

Esistono solo cittadini asessuati e senza nome. Una sorta di individualità astratta con corpi neutri e senza volto. Se siete d’accordo con quest’unica regola, procediamo.

Come vi sentireste se…

Iniziamo il gioco: come vi sentireste se una persona – uomo o donna, non importa – si limasse le unghie con un coltello di fronte a voi e con voce fredda vi dicesse: “con questo ti ucciderò?”

Come vi sentireste se quella stessa persona passasse la sua vita ripetendovi che prima o poi lo farà davvero, e che vi ucciderà a coltellate? La risposta è scontata: vi sentireste male, avreste paura e fareste di tutto per denunciare alle autorità quella persona.

Come vi sentireste allora nel vedere che la polizia e i magistrati fanno spallucce e se ne fregano delle vostre denunce? Ancora peggio, perché vi sentireste soli, persi e in pericolo.

Lo stato di diritto e la legittima difesa

Inutile dirlo, perdereste ogni fiducia nelle autorità e nello stato di diritto, il quale contempla tra le sue caratteristiche la certezza del diritto e l’eguaglianza giuridica dei soggetti individuali.

Tra le altre caratteristiche dello stato di diritto c’è anche l’assegnazione del potere coercitivo alle sole forze armate, le uniche deputate all’amministrazione della violenza coercitiva negli interessi della collettività. Che detto in soldoni significa: solo la polizia ha le armi e difende con essa i cittadini.

I cittadini, da par loro, possono fare appello alla legittima difesa solo in rari casi, ed è importante che sia così: più i margini della legittima difesa sono ampi, più un cittadino potrebbe sentirsi in diritto e in dovere di farsi giustizia da sé, ignorando le basi dello stato di diritto.

Cronaca di una morte annunciata

Ma torniamo al nostro terribile gioco. Quella persona che aveva promesso di uccidervi ha mantenuto la sua promessa. Vi ha speronato con la macchina, vi ha rincorso e vi ha ucciso a coltellate.

Durante il processo l’accusa chiede l’ergastolo, ma i giudici accolgono alcune attenuanti e danno al vostro assassino solo 21 anni. Ma non è questo il punto.

I vostri tre figli e i vostri parenti fanno causa contro quei magistrati che non hanno fatto nulla per prevenire il vostro omicidio. In primo grado i giudici riconoscono la responsabilità civile dei magistrati e condannano lo Stato a risarcire di 260mila euro la vostra famiglia. “Giustizia è fatta”, direte. E invece no.

Certe sentenze sono la fine dello stato di diritto

Come vi sentireste quando, ovunque voi siate adesso, vi arrivasse la voce che la Corte di appello ha ribaltato la sentenza di primo grado, riconoscendo che i magistrati non hanno colpe, perché il vostro assassino vi avrebbe ucciso comunque?

Come vi sentireste a leggere una sentenza che, nero su bianco, afferma che “la Corte ritiene che l’epilogo mortale della vicenda sarebbe rimasto immutato“, dato “il radicamento del proposito criminoso e la facile reperibilità di un’arma simile”?

Certe sentenze sono la fine dello stato di diritto, come quella emessa da un tribunale irlandese, che ha assolto uno stupratore perché la sua vittima “indossava un tanga“.

O ancora quella emessa a Ancona da tre giudici donne, secondo le quali una donna vittima di stupro sarebbe stata “troppo mascolina” per essere stuprata davvero.

Facciamo finta che il femminismo non esista

Facciamo finta che il femminismo non esista – anche se, per fortuna, il femminismo esiste, e forte. Facciamo finta anche che non esistano fenomeni come lo stalking e il femminicido – anche se, purtroppo, stalking e femminicidio esistono, e male.

Ecco, certe sentenze fanno male a prescindere dai generi delle vittime e dei carnefici, e a prescindere da come ognuno possa posizionarsi nei confronti del “femminismo e tutto il resto” (cit.).

L’epilogo

In uno stato di diritto il genere dei cittadini è irrilevante. Saverio Nolfo, l’inarrestabile assassino in questione, avrebbe potuto essere donna come la sua vittima, e persino chiamarsi col suo stesso nome, Marianna Manduca.

Al contrario Marianna Manduca, la vittima predestinata, avrebbe potuto essere uomo come il suo assassino, e persino chiamarsi col suo stesso nome, Saverio Nolfo.

Ma questo è soltanto un gioco, inventato solo per aiutare il lettore a indignarsi fino in fondo, impedendogli di rifugiarsi dietro chissà quale scusante, attenuante o battuta sessista.

Perché l’aumento degli omicidi e della violenza domestica è un problema che riguarda tutti, a prescindere dal nostro essere uomini, donne, non-binary e queer.

La fine dello stato di diritto è una vicenda che riguarda tutti, me, te e ogni altro cittadino italiano. Non è approvando leggi da Far West sulla legittima difesa e chiamando alle armi i cittadini che lo risolveremo.

A sinistra, Saverio Nolfo, l’assassino della sua ex-moglie, Marianna Manduca, a destra

Se hai trovato interessante questo articolo leggi anche “No, una donna ubriaca non è più ‘stuprabile’ di una sobria“.

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4 commenti

  1. Il risarcimento l’ha chiesto la persona morta? Ah, no, non è possibile.
    Quindi il risarcimento lo hanno chiesto i familiari. Ah, vabbè, pensavo fosse una cosa seria.

    1. Simili cause sono l’ABC della giurisprudenza, dal danno da perdita parentale in sinistri stradali fin su a simili casi di negligenza della magistratura passando per i casi di malasanità. Pensiamo prima di commentare la prima cosa che ci passa per la testa.

  2. Un classico caso di femminicidio. Comunque caro Giovanni la mia domanda è questa: a parte il caso trattato qui sopra, parliamo dei casi in cui per esempio un uomo uccide la ex-moglie perché lei l’ha piantato per mettersi con un altro uomo, giustamente in tal caso si parla di femminicidio, ma allora se una donna uccidesse l’ex-marito perché lui l’ha piantata per mettersi con una donna più giovane o più bella o più ricca non pensi che se tal caso si verificasse si dovrebbe parlare di maschicidio?

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