Sono ateo e umanista, ma ho ricondiviso quattro articoli di Avvenire in 12 mesi

Se un cattolico dice una cosa giusta e condivisibile, dice una cosa giusta e condivisibile, al di là della distanza ideologica che ci separa da esso. L’anticlericalismo a priori è miope, come ogni dottrina assoluta e aprioristica. Noi siamo umanisti, razionalisti e progressisti.


Gli articoli di Avvenire

Avvenire è “un quotidiano di ispirazione cattolica” nato nel 1968 a Milano. Da quando Salvini è salito al potere non si è mai sottratto dal criticarne le posizioni razziste, xenofobe e fasciste.

Lo stesso è accaduto ieri, quando è apparso un articolo a firma di Umberto Folena con un titolo che potrebbe sembrare di Left o del Manifesto: “Tutti «radical chic» E i fascisti dove sono?

È il quarto articolo di Avvenire che ricondivido in vita mia, tutti e quattro ricondivisi negli ultimi 12 mesi. Uno di essi ad esempio risale all’11 ottobre 2018 e ha un titolo inequivocabile: “gli immigrati producono quasi il 9% del PIL ” – la sua fonte è autorevole, il Rapporto 2018 sull’economia dell’immigrazione pubblicato dalla Fondazione Leone Moressa.

Perché un umanista dovrebbe ricondividere questi articoli

L’umanismo intersezionale ha tra i suoi otto valori la democrazia, e tra le sue otto lotte l’anti-razzismo, così come messo in grafica nel suo Manifesto.

Siamo umanisti: se un cattolico difende la democrazia e combatte il razzismo, quel cattolico è un nostro alleato, per quanto su altre questioni possa esserci nettamente avversario.

Un altro esempio a riguardo è la campagna “Magliette rosse contro la perdita di umanità” lanciata da Don Ciotti nel luglio 2018, alla quale ho aderito con un articolo, visto che l’empatia è anch’esso un valore dell’umanismo intersezionale.

Umanismo e anticlericalismo

Molti atei e anticlericali non saranno d’accordo con quanto sto per dire, ma preferisco dire qualcosa di impopolare ma vero piuttosto che qualcosa di virale e accomodante, e cioè: che l’anticlericalismo a priori è fine a se stesso, e crea più muri di quanti ne abbatta.

Noi invece siamo umanisti: vogliamo creare ponti, connessioni, resistenze e fronti comuni. Vogliamo che i nostri valori e le nostre lotte vengono portate avanti da più persone possibili, a prescindere dal loro credere o meno in uno o più dèi diversi.

Il fronte democratico e anti-razzista non può concedersi il lusso idiota di dividersi in mille gruppi e partitini, perché dall’altra parte i fascisti e i razzisti sono compatti, e sono attualmente al governo di questo paese.

Siamo umanisti, non risparmieremo mai ai nostri avversari le dovute critiche, quando sarà il momento di criticare. Ma, per onestà, non mancheremo di appoggiare i loro contributi a una lotta che è anche la nostra.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche “‘Torna a casa, fottuto italiano’: quando la vittima di razzismo sei tu“. Per sapere di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole

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