
Perché se un uomo scopa tanto è un “Don Giovanni” e se è una donna a fare lo stesso è invece una “puttana“?
Perché se viene pubblicato online il video di una donna che pratica una fellatio a un uomo quella donna ha finito di vivere e se accade il contrario quell’uomo è invece un eroe?
Perché il sesso tra due donne eccita anche il più stronzo degli omofobi ma guai a vedere due uomini che si baciano per strada – figurarsi due uomini che scopano tra di loro?
Perché se un uomo non viene c’è qualcosa di sbagliato nella donna – “forse non mi piaci abbastanza” – e se invece è la donna a non venire non c’è nulla di sbagliato nell’uomo – “non preoccuparti, sto bene così“?
Perché si ride e si scherza apertamente sui ragazzi che si smanettano dalla mattina alla sera ma per alcuni la masturbazione femminile fa ancora strano?
Perché se un uomo dimentica i preservativi e vuole farlo non protetto allora “che ci vuoi fare, è fatto così” e se invece è una donna a portare i preservativi in borsa è considerata una “zoccola“?
E a tal proposito, perché un uomo che esce col chiaro intento di “rimorchiare” è solo un “playboy” ma se è una donna a fare lo stesso è considerata invece una “sgualdrina“?
Perché a una donna stuprata chiediamo com’era vestita e se avesse bevuto mentre ci disinteressiamo di come era vestito o di cosa avesse bevuto il suo stupratore?
Perché nel porno mainstream tutta l’attenzione è focalizzata sul piacere maschile e sull’oggettualizzazione del corpo femminile ma soltanto raramente avviene il contrario?
Perché se una donna non vuole praticare il sesso anale è una “suora” ma se un uomo si rifiuta di concedere il proprio ano non lo consideriamo un “prete“?
Perché, perché, perché – perché ancora non ci accorgiamo che tutti questi maledetti stereotipi di genere fanno male a tutti, donne e uomini, cis-gender e trans-gender, etero, gay, bisessuali, etc.?
Queste dinamiche micro- e macro-maschiliste sono solo di ostacolo a una sessualità consapevole, libera e paritaria, fondata sul consenso, il rispetto reciproco e l’uguaglianza di genere.
È il momento di parlare apertamente di sesso, delle nostre fantasie, delle nostre cosiddette “perversioni“, dei nostri modi di godere e di vivere i nostri corpi.
Diamo il via, ognuno nel suo piccolo, a un dibattito trasversale, aperto a tutt* (e in quell’asterisco metteteci davvero tutto), a prescindere dalle differenze biologiche, culturali, anagrafiche, etc.
Facciamo tanto sesso, ma soprattutto parliamone – prima, dopo e durante.
Affinché il sesso non sia più un taboo, e affinché cadano tutte le foglie di fico e i bavagli posti nei secoli a censura della nostra sfera erotica e sessuale – che è quanto di più bello, intimo e appagante ci sia nella nostra natura di esseri sociali e pensanti, ma pur sempre animali.

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