Sesso: parliamone

Perché se un uomo scopa tanto è un “Don Giovanni” e se è una donna a fare lo stesso è invece una “puttana“?

#SlutShaming

Perché se viene pubblicato online il video di una donna che pratica una fellatio a un uomo quella donna ha finito di vivere e se accade il contrario quell’uomo è invece un eroe?

#RevengePorn

Perché il sesso tra due donne eccita anche il più stronzo degli omofobi ma guai a vedere due uomini che si baciano per strada – figurarsi due uomini che scopano tra di loro?

#HeteroPatriarchy

Perché se un uomo non viene c’è qualcosa di sbagliato nella donna – “forse non mi piaci abbastanza” – e se invece è la donna a non venire non c’è nulla di sbagliato nell’uomo – “non preoccuparti, sto bene così“?

#OrgasmGap

Perché si ride e si scherza apertamente sui ragazzi che si smanettano dalla mattina alla sera ma per alcuni la masturbazione femminile fa ancora strano?

#MasturbationInequality

Perché se un uomo dimentica i preservativi e vuole farlo non protetto allora “che ci vuoi fare, è fatto così” e se invece è una donna a portare i preservativi in borsa è considerata una “zoccola“?

#BoysWillBeBoys

E a tal proposito, perché un uomo che esce col chiaro intento di “rimorchiare” è solo un “playboy” ma se è una donna a fare lo stesso è considerata invece una “sgualdrina“?

#Slutshaming (pt. 2)

Perché a una donna stuprata chiediamo com’era vestita e se avesse bevuto mentre ci disinteressiamo di come era vestito o di cosa avesse bevuto il suo stupratore?

#SeLÈCercata

Perché nel porno mainstream tutta l’attenzione è focalizzata sul piacere maschile e sull’oggettualizzazione del corpo femminile ma soltanto raramente avviene il contrario?

#SexistPorn

Perché se una donna non vuole praticare il sesso anale è una “suora” ma se un uomo si rifiuta di concedere il proprio ano non lo consideriamo un “prete“?

#DontTouchMyAnusImNotGay

Perché, perché, perché – perché ancora non ci accorgiamo che tutti questi maledetti stereotipi di genere fanno male a tutti, donne e uomini, cis-gender e trans-gender, etero, gay, bisessuali, etc.?

Queste dinamiche micro- e macro-maschiliste sono solo di ostacolo a una sessualità consapevole, libera e paritaria, fondata sul consenso, il rispetto reciproco e l’uguaglianza di genere.

È il momento di parlare apertamente di sesso, delle nostre fantasie, delle nostre cosiddette “perversioni“, dei nostri modi di godere e di vivere i nostri corpi.

Diamo il via, ognuno nel suo piccolo, a un dibattito trasversale, aperto a tutt* (e in quell’asterisco metteteci davvero tutto), a prescindere dalle differenze biologiche, culturali, anagrafiche, etc.

Facciamo tanto sesso, ma soprattutto parliamone – prima, dopo e durante.

Affinché il sesso non sia più un taboo, e affinché cadano tutte le foglie di fico e i bavagli posti nei secoli a censura della nostra sfera erotica e sessuale – che è quanto di più bello, intimo e appagante ci sia nella nostra natura di esseri sociali e pensanti, ma pur sempre animali.

Se hai trovato interessante questo articolo leggi anche “5 modi per combattere (davvero) la cultura dello stupro Per sapere di più sul mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole

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11 commenti

  1. A me hanno sempre colpito amici e conoscenti maschi quando parlavano delle loro conquiste o “di imprese” riferite da altri. La più recente: si prendeva in giro, con i soliti toni sprezzanti, una ragazza per aver fatto un teabag (https://www.urbandictionary.com/define.php?term=teabag) al suo ex ragazzo (che quindi, immagino per sputtanarla per vendetta ma non saprei) ha rivelato questo particolare in giro.

    Ovviamente lui passava per figo, perché rende orgogliosi raccontare di aver messo le palle in bocca a una ragazza, mentre lei passava per la troia (almeno, questo è quello che ho percepito dai toni). Non stiamo parlando di persone “ignoranti”, poco istruite, ma di gente con un’istruzione superiore (ed evidentemente una sensibilità inferiore). Gente mediamente omofoba, anche se “per scherzo”, che usa sempre il termine gay come un insulto (per quanto bonarie possano essere le intenzioni, mi sembra sempre scorretto). Gente che ha il terrore anche solo di ricevere un abbraccio da un uomo etero. Siamo troppo abituati a perpetuare gli stereotipi linguistici, forse perché né la scuola né la famiglia affrontano l’argomento, e quindi tutto è demandato alla curiosità personale.

  2. A me questo post non piace.
    Motivo la risposta considerando che l’ urlo di una forzata/pretesa/imposta parità di genere schiaccia e annienta chi, invece, vorrebbe vivere il sesso in modo paritario ma più “contenuto”, senza estremismi ma con semplice e naturale “unicità”, “complicità”;
    Cazzo c’entra “affinché il sesso non sia più un taboo”??
    Il sesso senza taboo è freddo, è orgasmo senza complicità, senza tepore o amore.
    Caxxo dite?
    Fatelo voi ma lasciate stare chi vuole non mercenari/e o abbuffate di sesso, ma solo semplice, piacevole senso di amore e accoglienza, promessa rinnovata in un atto e tanto tanto amore.
    Fate sesso.
    #PreferiscoAmare

    1. Guarda che il senso del post era un altro: nessuno sta obbligando nessun altro a vivere la propria sessualità diversamente da come vuole viverla. Sei e sarai sempre libero di “vivere il sesso” proprio come piace a te, fosse anche la castità più totale. Ma lascia altrettanta libertà agli altri.

      Sulla seconda parte del commento sorvolo, perché, oltre alle varie inutili imprecazioni, hai peccato di strawman, etichettando il sesso senza taboo in maniera distorta e soggettiva.

  3. ulp! e, che dire di chi, italiano, usa un diverso idioma parlando con concittadini? a maggior ragione, se ovviamente non tutti poliglotti. si hanno notevoli difficoltà nella propria lingua, nell’esprimersi: esse aumentano usandone altre in concomitanza nello stesso paese.

    un tempo si pensava si “facesse” in tal modo per “tirarsela”, salvo poi esprimersi così: scendimi il cane mangiato che lo piscio (medici); la prof di italiano che esorta gli allievi ad “uscire” i libri, all’inizio lezione, ed alla fine, a “conservarli”; il cala la pasta, difeso idiomaticamente da marito e moglie insegnanti delle medie superiori; il “mi avvicini il bambino” della dott.ssa della guardia medica al telefono con una mamma di una piccola di 6 mesi con febbre alta…; la correzione di una insegnante supplente di italiano a un liceo scientifico durante un’esposizione di un ragazzo: non si dice “vado al cinema”, ma, “vado a cinema”, sbigottendo tutti gli allievi, il soCCuadro di un insegnante delle medie; l’insegnante di italiano, greco e latino (50enne), ad un cosiddetto open day (giornata aperta), che presentando le caratteristiche di un liceo CLASSICO, usa interiezioni quali: “un attimino”, e “poi dopo”. Esempi di capacità espressive, nel PROPRIO idioma, di laureati, persino in letteratura italiana.

    In pratica, ognuno se la tira a modo proprio, ma lo squalificare la femmina, pur grave, è ben diverso dal sottoconsiderare i bambini, gli adolescenti, i loro genitori e la patria stessa cui appartengono.

    Una nazione dotata di una Costituzione, redatta in ITALIANO. Valori per valori, dove inizia il male? uomo, contro donna? laziale, contro romano? italiano ed immigrato?

    credo non esistan soluzioni: l’umanità si sposta in meglio od in peggio come le onde, a fasi alterne, ma ricorrenti, sempre e da sempre, ergo, per sempre.

    lottiamo, nel piccolo, ove la ns voce ha senso. senza troppe illusioni, visto che la storia umana è ben altro che indice di miglioramenti, pur essendolo di variazioni.
    mi chiedo se i nss media, bugiardi ed infingardi, ed i nss “circenses”, non sian l’attuale rovina dei nss figli: instabilità di scelte indotte, violenza fisica e non, magnificate ed insegnate subdolamente, senza fine.

    maschio e femmina? fa’ sorridere, in un mondo di privazioni (anche se neppure viste, dai cosiddetti saggi), ove le due leggi “paramachiavelliche”: divide et impera e panem et circenses, applicate ad ogni respiro umano, non sian la massima delle vergogne del ns genere. e l’egoismo innato e inalienabile non sian la massima vergogna del dio che troppi sostengon ci abbia creato e che per esso han torturato ed ucciso (“santa” inquisizione), e, i più vicini ad esso ipotetico, han violentato madri e bambini (cito le “Magdalene” e la pedofilia). il dicorso è infinito, nello spregio dell’uomo vs il prossimo e dunque verso se stesso, obnubilato dal solo egocentrismo, istante per istante (almeno, quando accade).

    la forza umana di riferimento è quella che la madre stessa, massimo esempio di dedizione ed amore filiale, che uscita dalla porta di casa, scorda ipsofatto, la sua enorme capacità di migliorare la coesistenza: gioire della gioia del proprio figlio. nel piccolo, pre-citato, intendevo: aiutiamoci il più possibile, gioiendo nella felicità indotta dai nss gesti, dalle nss anche piccole azioni, verso il bene del prossimo. boria e supponenza, ci opprimono: soddisfano il ns egocentrismo solo nell’immediato, e solo noi. nel mentre, si dimezza l’effetto anziche magnificarlo: un gaio ed un infelice, anziche un gaio ed uno ancor più tale.

    pensando più approfonditamente a quanto detto, in realtà, ahimè, si tratta di fole, di utopiche illusioni: non esiste la perfezione, ergo neppure quella di migliorarci in assoluto. Dunque?

  4. eccolo l’ennesimo maschio privilegiato oppressore che fotocopia idee e discorsi dai nostri blog femministi e rivende il tutto per un pizzico di visibilità da classico alpha con manie di protagonismo. o anche secondi fini…
    per non parlare della figura di mansplaining…

    1. Uhmmm… vediamo se ho capito il senso di questo commento…

      Le cose che Giovanni dice sono giuste (“fotocopia idee e discorsi dai nostri blog femministi”), ma lui non ha il diritto di dirle perché è maschio e quindi è ovvio e scontato che, in quanto maschio,
      – è privilegiato,
      – è oppressore,
      – vuole visibilità,
      – è un alpha,
      – ha manie di protagonismo,
      – nutre secondo fini e
      – pratica il mansplaining?
      È così?

      Se è così, non so proprio come chiamare questa roba se non “pregiudizi sessisti”.

      Ah, ma aspetta… siccome anch’io sono maschio, allora sono anch’io privilegiato/oppressore/eccetera. Quindi anche la mia opinione non vale niente. Peggio: ancora, in quanto maschio, sono complice di Giovanni.

      Spesso purtroppo anche solo avere un cazzo in mezzo alle gambe è un problema, quando si parla di femminismo.

  5. a me il sesso anale non piace in nessuna forma e non mi sento represso per questo ma ognuno faccia come crede

  6. Lo dico sempre che siamo animali col conto in banca e codice fiscale. Ergo è giusto che ciascuno liberi le proprie fantasie con chi ha la sua stessa lunghezza d’onda. Non c’è peccato, non c’è pornografia e non c’è tabù se tutto è fatto con rispetto e complicità. Aggiungo anche che se il tutto è condito dall’amore allora non c’è cosa di più bello.

  7. Ammetto che non mi ha fatto impazzire l’articolo; parlate di stereotipi di genere però nei punti iniziali parlate solo dei punti che vittimizzano le donne (sacrosanti per carità) ma manco uno degli uomini.
    Per esempio se un uomo scopa poco è un verginello o se non viene ha fatto cilecca o ancora se non ne vuole da una che ci prova è un finocchio.
    Mi sono limitato ai punti esclusivamente incentrati alla sfera della sessualità ma se guardassimo quella sociale/comportamentale ne vedremmo anche altri; poi però uscirei dal tema.
    Per io prossimo articolo pensateci all’aspetto che ho sollevato, per favore,
    Marco

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